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TECNICHE-POETICHE--MATERIALI-NELL'ARTE---CONTEMPORANEA

Shay
Frisch

L'energia e il modulo

Selvatico

"campo 11489_B"

Installazione, componenti elettrici in resine polimeriche
2012-2017

ph. Pierluigi Buttò

L’opera di Shay Frisch è costituita da un assemblaggio di 11.489 adattatori elettrici di uso comune attraversati da corrente elettrica, che si manifesta con l’accensione di spie luminose. Nella costruzione dell’imponente installazione gli adattatori si connettono gli uni agli altri come innumerevoli identici pixel che formano una grande immagine, molteplici elementi basici di un unico organismo complesso (con guscio di “plastica”- il composto sintetico organico con molecole tanto grandi da potere essere modellata in qualsivoglia maniera-che racchiude la parte metallica conduttrice di corrente elettrica) trasformato dall’elettricità in una forma viva e pulsante. Il passaggio dell’elettricità genera un campo elettromagnetico che si diffonde nello spazio e agisce sugli astanti. Il grande campo è esattamente ciò che viene presentato, un generatore di energia, perfezione geometrica percorsa da solchi luminosi rosso ardente, che rivelano la sua natura interiore e rivelano e testimoniano il fenomeno in corso.



Selvatico

Shay Frisch

Nato a Petach-Tikva (Israele) 1963

Vive e lavora a Roma, Italia. Il lavoro di Shay Frisch consiste nella modellazione e la manipolazione dell’energia attraverso la costruzione di campi elettrici. Il campo è costituito da un assemblaggio sequenziale di adattatori elettrici di uso comune, moduli conduttori di corrente elettrica attraverso i quali passa l’elettricità che si fa “forma”.

L’asettico componente industriale è imbrigliato all’interno di ripetizioni modulari e trasformato dall’elettricità in una forma viva, pulsante. Le sue opere sono installazioni monocrome di grandi dimensioni a parete o a terra, forme geometriche primarie, segni essenziali e archetipici. Le vaste superfici delle sue opere rivelano l’aspetto interiore del campo elettrico, ovvero la sua natura ardente costituita da feritoie di luce che l’Artista predispone in sequenza circolare e lineare, contribuendo la luce a strutturare forma e corpo dell’opera.